Golden Cage

La vita è fatta di fasi che si susseguono. Cambiamenti, esperienze e crescita personale possono portarci a fare considerazioni mai fatte prima, provare nuove necessità o riscoprire bisogni che si erano dispersi nel flusso degli eventi.

Durante l’adolescenza mi è capitato di viaggiare spesso, con mia madre o con la scuola, sia in Italia che all’estero. Per questo, da persona che si è sempre sentita un po’ incompresa, fuori luogo e limitata dal piccolo paesino di campagna in cui sono nata, ho iniziato a sognare un futuro in paesi stranieri, panorami mozzafiato, tranquillità e persone diverse da quelle che mi circondavano, che sentivo non capirmi.

Ma le cose cambiano e la voglia di avventurarmi altrove è stata frenata da avvenimenti importanti che hanno influenzato enormemente il periodo successivo della mia vita. Mi sono trovata a ridimensionare ogni aspetto della mia esistenza, bloccando progetti o desideri che avrebbero scosso ulteriormente la situazione.

Quel pensiero di lasciare il nido si è trasformato in paura di allontanarmi e la sensazione d’esser libera di creare il mio futuro è stata rimpiazzata da “i miei doveri”. Perchè “c’è chi ha bisogno di me, per cui non posso andarmene”, no?

Prima di rendermene conto sono finita rinchiusa in una gabbia dorata, dove le mie limitazioni venivano nascoste da tutto ciò che la mia famiglia ha fatto per me.

Perchè mi hanno cresciuta, dato da mangiare, vestita.
Perchè mi hanno pagato l’università.
Perchè mi hanno comprato una macchina quando mi serviva e messo un tetto sopra la testa, proprio lì, vicino a loro, nel caso avessi ancora bisogno.

E io ho pensato fosse giusto e parte della crescita accettare di far parte di quel quadro e di aiutare chi mi ha aiutato.

Anche quando non ci guadagno nulla.
Anche quando ci rimetto in tempo ed energia.
Anche quando mi si manca di rispetto, non si tiene conto delle mie scelte o mi si considera come una pedina sacrificabile.

Poi, con il passare degli anni, la situazione si è stabilizzata, alcune preoccupazioni sono venute meno e gradualmente ho acquisito una maggiore consapevolezza di me in quanto persona, dei miei sentimenti, dei miei desideri. L’idea “egoistica” che ognuno dovrebbe vivere la propria vita per se stesso ha iniziato nuovamente a farsi strada nella mia coscenza. Vedere le storie di chi si è messo in gioco a costo di allontanarsi da tutto e tutti, pur rischiando di fallire nella propria impresa, mi ha fatto rivalutare la mia posizione.

Ho iniziato a lavorare, nonostante debba ancora terminare gli studi, per rendermi indipendente da chi mi ha riversato addosso, per anni, giudizi sbagliati o parole false, cercando di farmi sentire in colpa per cose che non ho fatto e sbagliata per il mio modo di essere. E nel mentre mi libero dal peso di certi legami, sbatto la faccia più e più volte ancora in quella che è la realtà del mio paesino, la mentalità della gente, l’insensibilità e la leggerezza di alcune persone vicine e mi capita di chiedermi: cos’è che mi tiene veramente qui?

Gli affetti? I doveri, che a quanto pare mi sono stati affibbiati nel momento stesso in cui sono venuta al mondo? Il fatto di avere una casa, mentre molti della mia generazione non potranno mai permettersene una?

Ha veramente senso rimanere rinchiusi in questa gabbia, seppur dorata, anche quando mi sento soffocare? Pure se sono più le persone che mi fanno sentire sbagliata che quelle di cui posso fidarmi? O sarebbe meglio evadere, rischiando di perdere molto, fallire, scoprire che alla fine l’erba del vicino, che appare tanto allettante, è invece altrettanto insipida?

Il fatto che mi paragoni a un uccellino in gabbia nonostante la fobia che ho per i volatili potrebbe far sorridere chi mi conosce, ma questo è ciò che mi passa per la testa in quest’ultimo periodo.

Fatemi sapere che ne pensate, se vi sentite anche voi in questo modo, se vi è capitato di passare una fase simile o se vi ritenete degli spiriti liberi.

A presto,

 

 


Ps: Le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e sono state inserite a puro scopo illustrativo.

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4 commenti su “Golden Cage

  1. Da ragazzina anche io sognavo di andare via ed essere indipendente ma ci sono stati un sacco di eventi che mi hanno frenata e, a modo loro, impedito di fare questa scelta. Conosco però persone che lo hanno fatto per davvero, persone che non pensavano affatto di spostarsi e magari di continuare l’attività di famiglia che invece sono andate via lontano fregandosene delle promesse, delle aspettative, di tutto.
    Sicuramente ci vuole una buona dose di egoismo ma anche di amor proprio e coraggio.

    • iyanceres il said:

      Faccio una grande fatica, a volte, a distinguere tra egoismo e amor proprio, in questi casi. Possiamo parlare veramente di egoismo se una persona prende una decisione per la propria felicità o per tentare di vivere la vita che vorrebbe? Magari si va contro alle aspettative delle persone vicine, ma quindi una persona dovrebbe rassegnarsi al fatto che il proprio destino sia scritto e, per giunta, da qualcun altro?
      Più ci penso e più mi rifiuto di accettare d’essere venuta al mondo per fare il comodo della mia famiglia, ma al contempo sento che mi è stato dato molto e potrei sembrare egoista e ipocrita a far finta che questa gabbia non mi sia servita finora.
      E’ un discorso complesso, per cui non penso esista una delimitazione sempre netta. Ma alla fine credo che precludersi qualcosa per far felici altri non porti che infelicità nella propria vita, che poi inevitabilmente finirebbe per essere riversata su chi è stato “causa” di quell’insoddisfazione (e non solo). Questo, se non altro, è il mio punto di vista in questo momento. Chissà cosa ne penserò nella prossima fase della mia vita.

  2. Purtroppo non saprei nemmeno cosa risponderti o consigliarti, sempre che ti serva un consiglio.
    Posso solo dirti che, se ti senti soffocare, qualcosina bisogna cambiarla. Magari dare aria a quella gabbia d’oro, magari allargarla e allontanare le sue sbarre.
    Sì, perché tutti siamo in una gabbia, la vita è tale: le sbarre sono catene invisibili che ci rendono legati a vari contesti, sono i nostri legami irrinunciabili (per mille motivi, anche piacevoli).

    Moz-

    • iyanceres il said:

      Si, un cambiamento è sicuramente richiesto. Piccolo o grande che sia, dipende dal contesto di ognuno e dovrò valutare, quando sarà il momento, cosa sia più giusto per me. Ma l’idea che la vita sia una gabbia è piuttosto opprimente e penso sia inevitabile, ogni tanto, finire per domandarsi quale di queste sbarre siano effettive e quale invece ci siamo imposti da soli o ci hanno imposto le persone vicine.
      Grazie per il commento e per aver condiviso il tuo parere.

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