Pride

Salve a tutti,
giugno è il mese del pride e della lotta per i diritti LGBT+ e volevo condividere con voi alcuni miei pensieri a riguardo.

Prima di andare avanti, però, ci tengo a fare una piccola premessa:
non essendo parte della comunità LGBT+ e avendo sempre appreso in maniera indiretta di questi argomenti (per lo più tramite canali YouTube sulla parità), non sono ferrata al 100% su tutte le sfumature che la riguardano e non è in alcun modo mia intenzione mancare di rispetto a qualcuno. Per cui, qualora le mie parole fossero equivocabili, non chiare o vi dessero fastidio, vi pregherei di scrivermi e spiegarmi dove sbaglio, così da poter imparare qualcosa di nuovo e correggere il tiro.
Il mio condividere questo post è volto a rendere partecipi i miei lettori della mia piccola esperienza da alleata, non per puntare su di me i proiettori, ma nella speranza di spronare un domani altre persone a unirsi a questa lotta.

L’8 giugno sono stata al mio primo pride. Ero molto emozionata perchè non avevo mai partecipato a questo genere di eventi, ma seguendo alcuni youtuber che parlano di questi temi e sentendo sempre più la necessità di scendere in campo per i diritti di tutti, ho deciso di lanciarmi in questa impresa, tanto più che abbiamo avuto il primo pride nelle Marche.

Ho sempre supportato la comunità LGBT+ e non ho mai trovato ci fosse qualcosa di sbagliato nell’amare qualcuno del proprio sesso, neanche quando ero più piccola, ma in quest’ultimo anno ho capito quanto sia importante farsi sentire per i diritti degli altri, di alzare la voce per chi non ha i nostri stessi privilegi. Così come mi sembra sempre più chiaro che l’uguglianza di genere non si potrà mai raggiungere se anche gli uomini non si mettono in gioco averla, allo stesso modo sento che è un passo importante, per noi etero e cis-gender, scendere in campo al fianco di tutte quelle persone che vorrebbero solo essere libere di esprimere se stesse e di amare chi vogliono.

Nonostante il pride di Ancona fosse il primo, più di 2000 persone hanno partecipato. Persone di ogni età, di ogni sesso e di ogni orientamento si sono unite in una parata arcobaleno ed è stato bellissimo poterne far parte, vedere tutti danzare e cantare all’unisono. Forse può sembrare un piccolo numero, soprattutto confrontato con l’affluenza ai pride più grandi (a Roma quest’anno si parlava di 700.000 persone), ma per un po’ ho sentito che un cambiamento fosse possibile.

Dall’articolo del Corriere Adriatico del giorno successivo.

Eppure il ritorno alla realtà è stato orribile, perchè la sera stessa, a lavoro, mi sono trovata davanti i classici ignoranti che mi hanno fatta nuovamente sprofondare nella sfiducia cosmica per l’umanità.

“Cos’è un pride? Scusami, ma sono ignorante.”

Ok… siamo nel 2019 e trovo difficile credere che tu non ne abbia mai sentito parlare, ma non ho problemi a spiegartelo.

“Ma tu che ci facevi? Tu non sei gay… o mi è sfuggito qualcosa? No, perchè un attimo mi stava prendendo bene…”

Veramente? Ho seriamente sentito uscire questa frase dalla bocca di un mio amico d’infanzia? Forse è il caso, a quest’età, di imparare a separare l’universo del porno dalla realtà e iniziare a capire come sia fatto veramente il mondo. E come agiscono le persone vere, quello che provano e cosa devono vivere ogni giorno.

E poi la pugnalata.

“Ah, l’evento di quelli che devono morire.”

Come si risponde a una cosa del genere?
Per me è già inconcepibile augurare la morte a qualcuno, figuriamoci a un’intera categoria, ma, a prescindere da questo, come puoi essere così brutale e crudele con qualcuno che non ti ha fatto nulla di male? E soprattutto… come si vive una reazione di questo tipo? Se questa frase mi ha distrutta e mi fa arrabbiare così tanto anche a distanza di tutti questi giorni, cosa avrei fatto se fosse stata indirizzata a me?
Sono passati più di 10 giorni e io ancora non so come avrei dovuto rispondere a questa provocazione, come avrei dovuto reagire, se avesse veramente senso prendersela con uno che non ha intenzione di ascoltare.

(una foto del Varese Pride, direttamente da Twitter)

Una cosa però mi è chiara: c’è ancora molto lavoro da fare per togliere il marcio da questa società, che mi appare umanamente sempre più in declino. Per questo è sempre più importante unire le forze, tornare a farsi sentire e non smettere di marciare per ciò in cui si crede, per l’amore, per la libertà.

Fatemi sapere cosa ne pensate, se avete partecipato a eventi di questo tipo o se vi siete scontrati con persone ignoranti e omofobe e, eventualmente, come avete risposto loro.

A presto,

 

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2 commenti su “Pride

  1. La lotta è ancora veramente veramente lunga e dura.. se pensi soltanto a quanto ignorante maschilismo ancora c’è, immagina quanto immensa possa essere l’ignoranza verso un concetto più “complesso” come l’omosessualità.
    Non riesco a immaginare quante generazioni ancora debbano passare per poter in qualche modo esorcizzare uno modo di pensare così ristretto.

    • iyanceres il said:

      Si, anche a me capita di pensare che, purtroppo, le lotte che si fanno ora serviranno più ai nostri figli e ai nostri nipoti piuttosto che noi stessi e all’attuale società. Ma non abbiamo altro modo, per portare avanti dei volori importanti come l’uguaglianza, amore e libertà, se non quello di continuare a parlarne, marciare, farci sentire. E tentare di educare il prossimo, nel nostro piccolo, quanto possibile.

      Per le persone chiuse e che non vogliono vedere, invece, non so proprio cosa si possa fare.

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