Cliché, i 5 che non sopportiamo (with Nyu e il fantasma di Onee-chan)

Salve a tutti,
torniamo al consueto appuntamento mensile con le collaborazioni e insieme a Nyu di Ore-sama (qui) parliamo oggi di cliché, per la precisione di quelli che non sopportiamo. Sia chiaro, i cliché ci sono sempre stati, sono per lo più connessi ai singoli generi e chi ama quella determinata tipologie di opere finisce inevitabilmente per farci il callo. Ma alcuni, anche a distanza di tempo, rimangono fastidiosi, soprattutto se utilizzati in eccesso o a sproposito.

Al solito, prima di iniziare a sviscerare la questione, vi ricordo che questa non è una classifica, ma semplicemente una lista personale.

1. Muri, letti e superfici varie

Iniziamo da quello che è un cardine del genere shojo, una delle situazioni da batticuore per eccellenza, ovvero la protagonista di turno che viene sbattuta al muro. O su un letto. O su un banco. Insomma, un po’ dove capita. Se da un lato la situazione vuole sembrare passionale e far venire un po’ di palpitazioni al lettore/spettatore, dall’altra parte, quando usato in eccesso, questo espediente diventa davvero irritante e finisce al massimo per far ridere piuttosto che aumentare il patos. E non fa che farmi chiedere come mai queste povere protagoniste, arrivate a un certo punto, non girino con dello spray al peperoncino in tasca, per proteggersi dalle prepotenze di amici, parenti, conoscenti, insegnanti e chi per loro.

La protagonista di Kamigami No Asobi credo abbia battuto il record come “tipa più sbattuta al muro della storia”.
2. Perfezione, portami via

Rimanendo sempre nel genere sentimentale, parliamo dei picchi di perfezione dei protagonisti di queste opere. Di solito i casi sono due: o c’è una ragazza perfetta, gentile, carina (anche se non sa di esserlo), che sa cucinare e che incanta tutti oppure c’è una protagonista con pro e contro a cui si approccia un ragazzo apparentemente impeccabile e inarrivabile, di quelli che vanno bene a scuola e negli sport, ma soprattutto che continuano a farsi avanti, a non demordere e a dire che amano l’altra più di ogni altra cosa, che passano sopra a ogni malinteso per amore, che aspettano all’infinito mentre la tipa ancora sta lì che: “Cos’è questo batticuore? Che mi succede? Perché quando c’è lui vedo i luccichini, le farfalle e sento l’odore di fiori di ciliegio?” [E dai, vi prego, fatecela!]
In alcuni casi, ovviamente, l’opera si regge bene nonostante queste due situazioni un po’ cliché, in altri casi si cerca di passarci sopra e non farci caso, ma quando tutto viene esageratamente esasperato o portato per le lunghe il surrealismo si fa sentire pesantemente.

Naruse di Namaiki Zakari è uno di quei ragazzi perfetti che aspettano pazientemente che la propria ragazza reagisca, anche se hanno dei sospetti o ci sono dei malintesi. Tanta stima per la sua pazienza.
3. Bla Bla Bla

C’è una cosa che non tollero più molto bene da quando sono cresciuta ed è qualcosa che si ritrova un po’ in ogni genere, ma è leggermente predominante negli shonen o negli horror, ovvero il momento spiegone. Odio le chiacchiere eccessive, i cattivi che si bloccano per spiegare il loro piano, quando al posto di farci capire passivamente il background di un personaggio questo fuoriesce dalla bocca di personaggi random lì presenti: parole e parole spesso inutili, dialoghi improbabili che non aggiungono nulla alla scena e che servono solo a perdere tempo o far capire a chi si è appena svegliato dal un pisolino che cosa si sia perso.

Lui è Dio Brando, re del BlaBlaBla. Chi ha visto Le Bizzarre Avventure di JoJo, sa di cosa parlo (e probabilmente ora starà ridendo con me).
4. “Io sono fortissimo… o forse no”

Entrando del tutto nel genere shonen, c’è qualcosa che non mi va giù e che purtroppo accade spesso, soprattutto negli anime più datati. Sto parlando della classicissimo momento in cui i protagonisti sono diventati super potenti, hanno fatto il grande level up o hanno trovato l’arma definitiva e quindi, all’arrivo della successiva minaccia, se ne stanno tutti tranquilli e sottovalutano qualsiasi situazione, finché il cattivo di turno non fa una strage o li riempie di botte. Personaggi che per aver fatto qualcosa di buono si montano più della panna, si gonfiano più di quei palloni giganti che salutano sopra i negozi e ovviamente finiscono per fare una brutta figura o prenderle malissimo o far finire qualche amico al pronto soccorso. Bravissimi, ragazzi, ma forse è il caso di scendere da quel bel piedistallo e ricominciare ad allenarsi!

“Mamma, mi hanno detto che potrei essere il protagonista di uno shonen!”
5. Ehi… ma quella è molestia!

Concludo questa (acidissima) lista con una delle cose che più mi inquieta quando mi ritrovo tra le mani un’opera yaoi. Ci avete fatto caso, si, che un sacco di queste storie ha effettivamente inizio quando una delle due parti mette forzatamente le mani addosso all’altra? Presumo proprio di si.
A volte la situazione è poco differente dal sopracitato cliché della tipa che viene sbattuta al muro, ma altre volte si parla praticamente di baci non voluti, mani non richieste nei pantaloni e abusi quando l’altro soggetto non è del tutto lucido. Da una parte capisco che la situazione è surreale e voluta per far accendere la fiamma della passione all’improvviso o che l’autore cerca di strizzare l’occhiolino allo spettatore, lasciando intendere che in realtà, anche se dice di no, il protagonista quel rapporto lo vuole. Dall’altra parte, però, questo cliché pare normalizzare atteggiamenti fortemente sbagliati e mi infastidisce molto, tanto che spesso finisce per non farmi apprezzare del tutto un’opera che avrebbe potuto altrimenti essere interessante o mi lascia l’amaro in bocca.

Non so se vi ricordate come inizia la love story tra Misaki (18 anni) e Akihito (28 anni) di Junjou Romantica… ma c’era qualcuno che era stato lanciato su un letto e con le mani dell’altro nei pantaloni, nonostante i due si fossero visti solo una volta. Mh… disagio.

Nonostante non potesse partecipare per via degli impegni, anche Onee-chan, quando le ho detto di cosa avremmo trattato in questa collaborazione, ci ha tenuto a condividere brevemente i 5 clichè degli shojou che reputa più assurdi e improbabili:

1. Il clichè più diffuso negli shoujo e quello che sopporto meno é quando i ragazzi sotto i 30 anni hanno palpitazioni e una morsa al petto e pensano sia per colpa di patologie cardiache comparse all’improvviso… perché, ovviamente, NON PUÓ ESSERE AMORE!

Luccichini… Luccichini ovunque! Deve essere il primo sintomo di un infarto!

2. Altra situazione fastidiosa si crea quando la tipica protagonista sciocca e impacciata, una volta  trovato il ragazzo o innamoratasi, magicamente inizia a piacere ad un mucchio di ikemen
E che ikemen! Del tipo “levati ragazzo n.1”!

3. Vogliamo poi parlare di quando iniziano a sistemarsi le cose tra i due innamorati? Improvvisamente arriva un nuovo personaggio (come un nuovo alunno, spesso straniero) che diventerà il rivale amoroso della coppia protagonista oppure uno dei due scopre qualcosa di sconvolgente e lo tiene a nascosto a l’altro per il suo bene, spesso arrivando anche a lasciarlo. Così, giusto per aggiungere del pepe a una situazione altrimenti troppo normale.

4. Leggende narrano di make up e taglio di capelli portentosi, che rendono la protagonista quasi irriconoscibile e bellissima oppure la trasformano magicamente, cosicché, anche senza coprire la faccia del personaggio, nessuno capisca chi sia.

Rimanendo in tema Ouran, questo è l’unico caso in cui c’è stato prima un processo inverso!

5. Concludiamo con i fantomatici raffreddori e malattie varie, prese perché ci si é bagnati a malapena il giorno precedente, nonché espediente fondamentale per far si che si crei la situazione malato-crocerossina.

Spero che questa nuova lista vi abbia divertiti (almeno quanto è stato divertente per me scriverla) e come sempre fateci sapere quali sono i cliché che vi infastidiscono o quali, invece, riuscite a sopportare bene o trovate divertenti. Non dimenticatevi di andare a leggere anche il post di Nyu (qui).

A presto,

 


Ps: Le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e sono state inserite a puro scopo illustrativo.

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8 commenti su “Cliché, i 5 che non sopportiamo (with Nyu e il fantasma di Onee-chan)

  1. Devo ammettere che di cliché ce ne sono veramente tantissimi e tirano fuori il meglio di noi! xD

    Sono stata indecisissima se aggiungere o meno le molestie ma poi ho tralasciato perché alla fine, nei manga/anime, sembra che alla vittima piaccia molto essere molestata/o (qui mi riconduco alle finte brave ragazze dei triangoli amorosi)… >_>

  2. Jessica il said:

    Ho riso tipo troppo leggendo tutto quello che avete scritto ahahhahaha
    Condivido veramente tutto! Soprattutto quando dite che rendono queste storie d’amore una guerra mondiale per accaparrarsi la ragazza o il ragazzo.
    Quando guardo un anime shojou e vedo che, per esempio, il ragazzo la tratta male o la ragazza manco lo guarda, comincio ad urlare “MA VAI DA QUELL’ALTRO/A, LASCIALO/A PERDERE A STO/A STRONZO/A” . E niente, quelli rimangono lì finché l’altra persona non comincia a ricambiare i suoi sentimenti.
    Ma anche alcuni manga/anime yaoi non sono da meno, si infilano le mani nei pantaloni a forza finché l’altro non si innamora perdutamente. Ma mi chiedo io, come fai ad innamorarti di una persona che appena ti vede ti stupra letteralmente?
    Che poi yaoi o shojou che sia, arriva il ragazzo o la ragazza di turno che ” IO NON POSSO AMARE” “CHE COS’è L’AMORE” “DEVO ANDARE DAL DOTTORE QUESTI GIORNI SENTO SEMPRE UNA STRETTA AL CUORE QUANDO LA VEDO CON *TIZIO CHE CI PROVA SPUDORATAMENTE CON LA RAGAZZA CHE ASSILI DA QUANTO TEMPO???*”
    Per quanto riguarda lo “sbattere la ragazza tipo un po’ dove capita” a me non da molto fastidio, cioè nel caso di Kamigami no Asobi dove c’era Thoth che ha rischiato di far venire un trauma cranico alla protagonista, beh si a quel punto ho pensato “che famoooo? tocca ucciderla prima della fine dell’anima a sta qui??”

    • iyanceres il said:

      Ahahahah, mi fa piacere vedere che c’è dello sclero e dell’acido anche nel tuo commento. A quanto pare i cliché tirano fuori “il meglio” di noi. X°D
      Concordo su tutto e comunque la situazione della tipa sbattuta al muro ha iniziato a darmi fastidio proprio con Kamigami no Asobi, perchè Thoth veramente non si è dato mai una regolata! X°D Finchè la trovi un paio di volte in un’opera non è un problema, ma non può essere la situazione portante della storia. XD
      E per gli yaoi… io ormai ci ho perso le speranze, per fortuna non sono tutti così, altrimenti non credo ne leggerei più.
      Lieta di averti resa partecipe di questo sfogo. ♡

      • Jessica il said:

        Che poi è la quarta o la quinta volta che leggo questo post e trovo sempre più cliché da aggiungere, ce ne sono talmente tanti che non sai quale mettere prima. Un cliché che odio più dei ragni è quello della ragazza stupida, che si fa prendere in giro da tutti i ragazzi della storia, che non si sa difendere da sola e che viene sempre salvata dal principe azzurro sul cavallo bianco. Si sa che i giapponesi vedono le donne come piccole farfalle che manco le tocchi e muoiono, però basta >.< ! Mi capita spesso di lasciar stare un manga o un anime proprio perché la protagonista è una tizia che si fa letteralmente rapire da tutti i ragazzi che capitano in giro, che ogni volta vengono difese dalle loro crush. A mio parere c'è proprio un non rispetto per le donne, io adoro manga/anime come Akatsuki no Yona oppure Kaichou Wa Maid-Sama, perché, nonostante le protagoniste non siano killer professioniste, sono rappresentate come donne di grande coraggio e con la forza di mille uomini. E avrei da dire altre mille cose, ma meglio se la smetto sennò dovrò dare fuoco a metà dei manga che ho comprato:))))

        • iyanceres il said:

          Ahahah, ecco allora cosa era quel picco di visualizzazioni: sei tu che torni a rivedere il post e aggiungere cliché odiati alla tua lista! XD
          I cliché sono tantissimi, noi ne abbiamo scelti 5 perchè volevamo focalizzarci su quelli che proprio non sopportiamo più, ma c’è da dire che molti altri possono risultare fastidiosi sul lungo termine, soprattutto se usati a dismisura o in continuazione. Le ragazze inermi salvate dal principe azzurro è il classico esempio di una situazione che se accadesse una sola volta non sarebbe poi così grave, perchè potrebbe anche avvenire nella realtà, ma quando questa stessa dinamica viene ripetuta più volte nella stessa opera ovvio che rovini l’atmosfera e l’immagine della protagonista.
          Anche io ho una predilizione per i personaggi femminili che si fanno valere (penso che la mia top 10 delle ragazze sia stata molto esplicativa da questo punto di vista) però il concept di ragazza indifesa che deve essere salvata non è solo nipponico, ma è piuttosto comune in molte opere indirizzate al pubblico femminile giovane. Come si suol dire, per certe cose tutto il mondo è paese. u.u

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