Iroduku: Il mondo a colori [Flashpost]

Salve a tutti,
per via dell’attivazione del periodo di prova (non richiesto) di Amazon Prime, ho avuto accesso a dei prodotti in streaming non presenti su altre piattaforme. Tra gli anime mi è balzata all’occhio la copertina di Iroduku: Il mondo a colori e mi sono quindi lanciata nella visione di questa breve serie animata del 2018, che conta in tutto 13 episodi.

Trama

Hitomi è una diciassettenne un po’ schiva che vive con sua nonna Kohaku, in un futuro non lontanissimo (2078). Pur sembrando una normale liceale, Hitomi ha diverse particolarità, tra cui la capacità di utilizzare la magia, tramandata dalla sua famiglia, e il fatto di vedere il mondo senza colori. Preoccupata dal comportamento e dall’apatia della nipote, Kohaku decide di mandarla indietro nel tempo, nella speranza di farle vivere qualcosa in grado di risvegliare in lei dei sentimenti. La giovane si ritrova, a sua insaputa, 60 anni nel passato e viene accolta da una giovane Kohaku e da altri ragazzi della sua scuola, con il quale, poco a poco, farà amicizia.

Commento

Quando ho iniziato la visione di questo cartone non mi aspettavo che sarebbe stato così delicato e, in certi punti, toccante. L’inizio pare quello di un normalissimo shojo, con una protagonista timida che, in una situazione totalmente estranea, si ritrova a socializzare con dei ragazzi più o meno coetanei. In realtà credo che questo cartone riesca a mostrare delle dinamiche reali con dolcezza e naturalezza.

Parte della storia è incentrata sulle relazioni tra Hitomi e i vari componenti del club di Arte e Fotografia della scuola, sui sentimenti che alcuni provano per altri, sull’adolescenza e l’amicizia, ma allo stesso tempo l’incapacità di vedere i colori della ragazza rappresenta una più generica incapacità di essere felice, di trovare un posto nel mondo, di amare.

La trama è per lo più lineare e, a parte qualche avvenimento imprevisto, si concentra principalmente sulle emozioni dei protagonisti, sugli affetti, sui desideri per il futuro. Il finale mi è piaciuto moltissimo (e ho ovviamente pianto come una fontana), ma nonostante sia sensato lascia una certa malinconia, anche per il focus sull’importanza dei ricordi.

I disegni sono bellissimi, così come i colori, che sembrano particolarmente brillanti e vividi, forse in parte per il contrasto con il mondo grigio visto dagli occhi di Hitomi.

Non posso esprimermi più di così, perchè rischierei di spoilerare qualcosa, ma vi consiglio veramente di dare una possibilità a Iroduku: Il mondo a colori, soprattutto se non siete alla ricerca della sola azione, ma di sentimenti dolci e nostalgici.

Come sempre posto la opening per darvi un po’ l’idea di cosa si sta parlando:

Spero che questo post vi abbia incuriositi. Se avete già avuto modo di imbattervi in questo titolo, fatemi sapere cosa ne pensate, se vi è piaciuto, quali personaggi avete preferito o se vi siete commossi, come me, sul finale.

A presto,

 


Ps: le immagini utilizzate in questo post non mi appartengono e sono state inserite a puro scopo illustrativo.

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2 commenti su “Iroduku: Il mondo a colori [Flashpost]

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